Cento Amici del Libro

I Cento Amici del Libro, associazione senza fini di lucro, è un sodalizio di amanti del bel libro il cui scopo è quello di realizzare ogni anno un libro d’artista di alta qualità per la stampa, la grafica, le tecniche e il prestigio degli artisti coinvolti.

A partire dagli anni ’40, hanno collaborato alla realizzazione dei volumi dei Cento Amici del Libro famosi artisti italiani e stranieri, quali Fausto Melotti, Renato Guttuso, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Walter Valentini, Pietro Cascella, Emilio Isgrò, Gérard Titus Carmel, Tulio Pericoli, Joe Tilson, Guido Strazza, solo per citarne alcuni.

I Cento Amici del Libro hanno pubblicato volumi di alto contenuto letterario e artistico, stampati dai migliori tipografi.

Tutte le edizioni comprendono testi di noti scrittori e poeti, molti dei quali inediti come le poesie di Mario Luzi, Eugenio De Signoribus, Andrea Zanzotto, Maria Luisa Spaziani, o gli scritti di Carlo Gozzi e del premio Nobel per la Letteratura Gao Xingjian.

I libri sono riservati solo ai soci che, in base allo statuto, non possono essere più di 100. I soci sono tenuti al versamento di una quota annuale.

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Una breve panoramica di artisti, scrittori, poeti, pittori, artigiani… che ci hanno onorato con le loro opere in quasi 80 anni di storia della nostra associazione.

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News

CENTO AMICI DEL LIBRO

2 settimane 6 giorni fa

EPPUR NON SAPEVO DARMI PACE
è il 48°volume pubblicato dai Cento Amici del Libro nel 2013 e comprende 11 poesie di Giorgio Caproni accompagnate da 10 incisioni originali di Guido Strazza.
Le liriche scelte furono pubblicate per la prima volta in volume in anni ormai lontani, in tre rare e preziose plaquette. Si è voluto così unire all’intrinseca bellezza dei versi il fascino di un recupero storico – bibliografico assai significativo del percorso artistico del poeta.#LIBRIDARTISTA

Sapevo che non ci sarebbe stato
nessuno ad aspettarmi.
Eppure io non sapevo darmi
pace, ed uno
sgomento in me saliva
lento, che m’ intimidiva.

La nebbia che mi ricopriva
era vuota, era vera.
Ma io non sapevo se ombra
od uomo certo, era
lunga la figura nera
che su e giù andava - alzava
col braccio la lanterna
cieca, e scuoteva
dal cappotto il nevischio
e il fumo, mentre un fischio
la tenebra trapassava.

Sapevo che non si trattava
di partenza, e nemmeno
d’ arrivo ; né sapevo
se cane fosse o treno
o cuore (o la rosa,
forse, della mia inesplosa
domanda) l’avventura
morta che mi legava al palo
morto della mia paura.